Segnalazione illeciti - Whistleblowing
Venerdì, 08 Febbraio 2019 - Autore: Nicolodi Romano

Whistleblower - Il dipendente che denunzia comportamenti corruttivi

Il  dipendente che denunzia comportamenti corruttivi (c.d. Whistleblower).

L'espressione “whistleblower” identifica il pubblico dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei Conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro. La figura è stata introdotta dall'art. 54 del D. Lgs. n. 165/2001, “Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti e rientra nel più generale ambito della Legge 190/2012 che ha dettato le disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione.

La segnalazione può riguardare azioni od omissioni, commesse o tentate:

  • penalmente rilevanti;
  • poste in essere in violazione dei Codici di comportamento o di altre disposizioni vigenti sanzionabili in via disciplinare;
  • suscettibili di arrecare un pregiudizio patrimoniale all'amministrazione di appartenenza o ad altro ente pubblico;
  • suscettibili di arrecare un pregiudizio all'immagine dell'amministrazione di appartenenza;
  • suscettibili di recare pregiudizio agli utenti o ai dipendenti o ad altri soggetti che svolgono la loro attività presso l'amministrazione.

Non esiste una lista tassativa di fattispecie integranti ipotesi di reato o irregolarità che possono costituire l’oggetto del whistleblowing. La finalità primaria della segnalazione è infatti quella di portare all’attenzione dei soggetti preposti i possibili rischi di illecito o negligenza di cui si è venuti a conoscenza: la segnalazione è quindi prima di tutto uno strumento preventivo. Vengono considerate infatti rilevanti le segnalazioni che riguardano comportamenti, rischi o irregolarità a danno dell’interesse pubblico .

Non appaiono, invece, meritevoli di tutela le segnalazioni fondate su meri sospetti o voci; le segnalazioni, che devono essere prive di elementi di commento o di valutazioni personali da parte del segnalante, devono essere circostanziate e offrire il maggior numero di elementi al fine di consentire all'amministrazione di effettuare le dovute verifiche. Il whistleblowing non deve riguardare doglianze di carattere personale del segnalante o rivendicazioni/istanze che rientrino nella disciplina del rapporto di lavoro o rapporti col superiore gerarchico o con i colleghi.

Eventuali forme di abuso possono essere fonte di responsabilità, in sede disciplinare e nella altre competenti sedi, quali le segnalazioni manifestamente opportunistiche e/o effettuate al solo scopo di danneggiare il danneggiato o altri soggetti, e ogni altra ipotesi di utilizzo improprio o di intenzionale strumentalizzazione dell'istituto. Restano salvi i casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'art. 2043 del codice civile.

Modalità di presentazione della segnalazione.

Il dipendente che intende presentare una segnalazione può farlo, in forma anonima, direttamente sul sito dell'Anac all'indirizzo https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Servizi/ServiziOnline/SegnalazioneWhistleblowing . In questo caso sarà l'Anac a contattare il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dell’Amministrazione comunale per i provvedimenti conseguenti. Per questi motivi il limk è stato inserito nella presente pagina web.

In alternativa la segnalazione può essere redatta utilizzando l'apposito modello allegato e consegnata in busta chiusa direttamente al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dell’Amministrazione, Dott.ssa Vania PESCARIN, che garantirà l'anonimato del segnalante.

Se la segnalazione è sufficientemente qualificata e completa, potrà essere verificata tempestivamente e con facilità, portando, in caso di effettivo rischio o di materializzazione normativa dell’illecito, all’avviamento di procedimenti disciplinari e non solo.

Il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione prenderà in carico la segnalazione che verrà resa anonima. L'identità del segnalante potrà essere disvelata solo nei seguenti casi:

  • con il consenso del segnalante;
  • nei casi in cui sia configurabile una responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione ai sensi delle disposizioni del codice penale o dell'art. 2043 del codice civile e nel caso in cui l'anonimato non è opponibile per legge;
  • ove la contestazione dell'addebito disciplinare risulti fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione e la conoscenza dell'identità del segnalante risulti indispensabile alla difesa dell'incolpato ed ove tale circostanza venga da quest'ultimo dedotta e comprovata in sede di audizione o mediante la presentazione di memorie difensive.

Il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione avvierà apposita istruttoria, da concludere nel termine massimo di 30 giorni, al termine della quale provvederà a:

  • trasmettere gli atti al Responsabile di Servizio di appartenenza dell'autore della violazione accertata per l'adozione di provvedimenti gestionali di competenza, inclusa l'azione disciplinare per le infrazioni di minore entità (rimprovero verbale);
  • attivare, avvalendosi dell'Ufficio Procedimenti Disciplinari, il procedimento disciplinare in caso di infrazioni punibili con sanzioni superiori;
  • effettuare, se dovuta, apposita denuncia all'autorità giudiziaria competente;
  • stabilire l'archiviazione della segnalazione in caso di evidente infondatezza.

Si precisa  che:

  • è possibile disporre una audizione dell'interessato, tutelando comunque l'identità del segnalante. Della audizione verrà redatto un verbale, custodito in forma riservata agli atti e sottratto all'accesso.
  • La denuncia dell'illecito non può essere sottoposta all'accesso agli atti, né può essere estratta copia da parte degli interessati, ricadendo nell'ambito di esclusione di cui all'art. 24, comma 1, lettera a) della legge 241/90.
  • La tutela del segnalante consiste anche nel divieto di discriminazione nei suoi confronti. Per misure discriminatorie si intendono tutte le forme di ritorsione che determinino condizioni di lavoro intollerabili.
  • Il dipendente che ritiene di aver subito una discriminazione sul luogo di lavoro per il fatto di avere effettuato una segnalazione, potrà dare notizia circostanziata dell'avvenuta discriminazione con le seguenti modalità:
    • rivolgendosi direttamente al R.P.C.
    • inoltrando la denuncia a mezzo posta o mail indirizzata al R.P.C.
    • inoltrando denuncia tramite le organizzazioni sindacali.

l'istanza dovrà essere compilata indicando i nomi dei soggetti coinvolti ed una chiara descrizione dei fatti, dei luoghi, dei tempi e dei modi in cui si sarebbe realizzata la presunta azione discriminatoria